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Uno dei protagonisti della Grande Depressione compie 80 anni: Popeye the Sailor, per noi Braccio di Ferro. Compare infatti per la prima volta il 17 gennaio 1929, qualche mese prima del crollo della borsa di Wall Street, e accompagna l’America di quegli anni.

Un articolo di Luca Raffaelli apparso sul quotidiano «La Repubblica» qualche giorno fa celebra l’anniversario, raccontando anche qualche aneddoto interessante: per esempio, vuoi vedere che gli spinaci, in realtà, erano un’altra “verdura”?

L’articolo (che può essere letto qui) ricorda anche l’esordio cinematografico del marinaio, avvenuto in un cartoon del 1933 (visibile su YouTube) nel quale Popeye, oltre a difendere Olivia dalle grinfie di Bluto, ovviamente con il contributo degli spinaci, si esibisce in un ballo con Betty Boop. Ballo piuttosto sensuale e ardito, per l’epoca, visto che Betty Boop si esibisce vestendo un costume hawaiano piuttosto succinto, coi seni coperti soltanto dal lei, la ghirlanda intrecciata tipica delle Hawaii (e non da una collana, come dice l’articolo).

Del resto, se Betty ebbe qualche problema con la censura (cfr. la voce nell’edizione inglese di Wikipedia), anche Braccio di Ferro non è proprio da educande. Come il suo carattere è schietto (il suo motto è “I am what I am”, anzi, in slang, “I yam what I yam“), così il suo linguaggio è diretto e rude: lo possiamo vedere negli esempi qua sotto (tratti rispettivamente da E.C. Segar, Diavoli e spinaci. 35 classiche storie di Braccio di Ferro, Oscar Mondadori, Milano 1970², p. 18; e da Id., Per un pugno di spinaci. Nuove straordinarie avventure di Braccio di Ferro, Oscar Mondadori, Milano 1975, p. 59).

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