Tag

, , , , ,

I concetti di visione ravvicinata e di visione da lontano, nozioni centrali nella teoria dell’arte di Adolf von Hildebrand, trovano un antecedente importante in Giorgio Vasari, che così si esprime, a proposito di Tiziano, nelle Vite (leggibili e scariabili per intero qui):

Ma è ben vero che il modo di fare che tenne in queste ultime è assai diferente dal fare suo da giovane: con ciò sia che le prime son condotte con una certa finezza e diligenza incredibile, e da essere vedute da presso e da lontano, e queste ultime, condotte di colpi, tirate via di grosso e con macchie, di maniera che da presso non si possono vedere e di lontano appariscono perfette. E questo modo è stato cagione che molti, volendo in ciò immitare e mostrare di fare il pratico, hanno fatto di goffe pitture: e ciò adiviene perché, se bene a molti pare che elle siano fatte senza fatica, non è così il vero e s’ingannano, perché si conosce che sono rifatte, e che si è ritornato loro addosso con i colori tante volte che la fatica vi si vede. E questo modo sì fatto è giudizioso, bello e stupendo, perché fa parere vive le pitture e fatte con grande arte, nascondendo le fatiche.

[Giorgio Vasari, Le vite, ed. Giuntina, 1568, vol. 2, pp. 814-815.]

Per un riscontro, si vedano (qui) le due versioni del Cristo coronato di spine, la prima del 1542 (Louvre, Parigi) e la seconda degli ultimi anni (1572-76, Alte Pinakothek, Monaco).

Annunci