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mirone

Nel Discobolo Mirone vorrebbe, forse per la prima volta in una statua, rendere il movimento in azione del lanciatore di disco; ma con delle forme così plasticamente definite che ci disilludono da ogni intima espressione di moto.

Questa statua è stata sempre esposta e riprodotta soltanto di fianco come se fosse quasi un altorilievo: provate invece a guardarla di faccia (come per il primo io l’ho vista e qui riprodotta), e vedrete quanto mai essa guadagni sia in sintesi compositiva — senza quel braccio destro così disperso per aria — sia in vivacità, scioltezza ed eleganza di movimento. Passo agli archeologi il quesito se l’artista stesso non l’avesse ideata per esser proprio esposta da questo punto di vista; e, ad ogni modo, propongo loro che, di qui in avanti, il Discobolo venga riprodotto anche così; se non altro per liberarci dalla ossessione del vecchio schema che sarebbe tanto meno ingrato in bassorilievo

[Matteo Marangoni, Saper vedere. Come si guarda un’opera d’arte, Garzanti-Vallardi, Milano 1979 (1933¹), pp. 226-228.]

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