L’angelo della storia tra Paul Klee, Walter Benjamin e Laurie Anderson

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— Paul Klee, Angelus Novus (1920, Israeli Museum, Gerusalemme)

C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rap­presentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qual­cosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la boc­ca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nel­le sue ali, ed è cosi forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spal­le, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui. Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera.

— Walter Benjamin, Sul concetto di storia (1940), tr. it. di G. Bonola e M. Ranchetti, in Opere complete, VII, Scritti 1938-1940, Einaudi, Torino 2006, pp. 483-493: 487.

And he said: History is an angel
being blown backwards into the future
He said: History is a pile of debris
And the angel wants to go back and fix things
To repair the things that have been broken
But there is a storm blowing from Paradise
And the storm keeps blowing the angel
backwards into the future
And this storm, this storm
is called
Progress.

— Laurie Anderson, The Dream Before (da Strange Angels, 1989)

Podcast del convegno «La formazione del giurista» – 19-20 gennaio 2017 Roma

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Chi si fosse perso il convegno La formazione del giurista, svoltosi presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di RomaTre dal 19 al 20 gennaio 2017 e organizzato dall’Istituto Emilio Betti, può ora ascoltate gratuitamente tutte le relazioni sulla web radio IusLaw.

Sorgente: Podcast del convegno “La formazione del giurista”, 19-20 gennaio 2017

Università di Cagliari – A.A. 2016/17 – Estetica: Sedlmayr: il prospetto della Karlskirche di Vienna

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Cliccando qui è possibile scaricare la presentazione multimediale integrativa alla lettura del saggio di Hans Sedlmayr Due esempi per l’interpretazione. B) Johann Bernhard Fischer von Erlach: prospetto della chiesa di San Carlo (Karlskirche).

Così come gli altri testi di Sedlmayr, anche quest’ultimo testo si trova in un post precedente.

Buono studio!

Spostare Gesù più a destra o più a sinistra

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Ci si può domandare se quella compenetrazione, nell’immagine, di struttura bipartita e tripartita stia anche alla base della qualità estetica della composizione dell’immagine stessa. […] Molti anni fa ho mostrato ad alcuni amici, pittori astratti, due fotografie che riproducevano, nella stessa scala dell’originale, una la figura di Gesù, l’altra i due gruppi laterali. I pittori non conoscevano né la miniatura intera né il soggetto raffigurato. Li ho pregati di inserire la figura nello spazio tra i due gruppi laterali, a loro piacimento. Dopo qualche spostamento hanno posizionato la figura al posto giusto, senza che ci fosse bisogno di prendere in considerazione le conseguenze semantiche del posizionamento sintattico. Si potrebbe parlare di un fiuto per le costellazioni iconiche, evidenti e immanenti all’immagine.

Max Imdahl, Iconica. L’intuizione delle immagini (1994, post.), tr. it. di P. Conte, in «Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico», V, n. 2, 2012, pp. 11-32.

Università di Cagliari – A.A. 2016/17 – Estetica: Sedlmayr: l’ermeneutica dell’arte e il confronto con Emilio Betti

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Cliccando qui è possibile scaricare la presentazione multimediale integrativa alla lettura del saggio di Hans Sedlmayr L’interpretazione delle opere d’arte figurativa e al confronto con Emilio Betti.

Il testo di Sedlmayr, come è noto, si trova in un post precedente.

Buono studio!

C’è una mosca sul quadro

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Fra i topoi relativi alla bravura dei pittori, quello dell’insetto dipinto che inganna la vista è uno dei più noti. Filostrato, nelle Εἰκόνες (il cui testo originale è consultabile qui), parla di un’ape:

Fedele alla realtà, il dipinto fa gocciolare un po’ di rugiada dai fiori, sui quali si posa anche un’ape. E non saprei dire se è un’ape vera, tratta in inganno dal dipinto o se siamo noi a ingannarci, credendo che sia una vera ape.

— Filostrato maggiore, La pinacoteca (II-III sec. d.C.), tr. it. di G. Lombardo, Aesthetica, Palermo 2010, p. 46 (n. 23).

Si parla invece di una mosca nelle Vite di Giorgio Vasari (consultabili e leggibili qui). Qui la storia ha per protagonisti Giotto e Cimabue:

Dicesi che stando Giotto ancor giovinetto con Cimabue, dipinse una volta in sul naso d’una figura che esso Cimabue avea fatta una mosca tanto naturale, che tornando il maestro per seguitare il lavoro, si rimise più d’una volta a cacciarla con mano pensando che fusse vera, prima che s’accorgesse dell’errore.

— Giorgio Vasari, Le vite, ed. Giuntina, 1568, vol. II, p. 121.

Nella pittura quattrocentesca, specie nordeuropea, gli esempi di mosche dipinte non mancano. Si può fare riferimento al Ritratto di monaco certosino di Petrus Christus (1446), ora al Metropolitan Museum di New York, in cui la mosca compare sul bordo della cornice, a sottolinearne il ruolo di parergon (cfr. il post precedente, qui):

Petrus Christus, Ritratto di monaco certosino (1446, Metropolitan Museum, New York)

Petrus Christus, Ritratto di monaco certosino (1446, Metropolitan Museum, New York)

E si può ricordare il Ritratto di donna della famiglia Hofer, dipinto attorno al 1470 da un anonimo pittore svevo, ora alla National Gallery di Londra:

Pittore svevo, Ritratto di donna della famiglia Hofer (ca. 1470, National Gallery, Londra)

Scendendo più a sud, si può infine ricordare il riquadro della predella del Retablo di Sant’Eligio, oggi alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari, raffigurante la Consacrazione vescovile del santo. Qui la mosca, secondo una proposta interpretativa, potrebbe, in forma iconica, stare per la firma dell’artista:

Retablo di Sant'Eligio (post 1505, Pinacoteca Nazionale, Cagliari), part. della predella

Retablo di Sant’Eligio (post 1505, Pinacoteca Nazionale, Cagliari), part. della predella

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