Incontri sull’immagine con Krešimir Purgar – 16 e 17 novembre 2017 Cagliari

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A tutti gli interessati:

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Picasso e Einstein a Montmartre

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E se l’idea della relatività e l’idea della pittura cubista fossero venute in mente, rispettivamente, a Einstein e Picasso dopo un incontro fortuito nel 1904 al cabaret di Montmartre Au Lapin agile? È quello che immagina Steve Martin in una pièce teatrale messa in scena per la prima volta nel 1993.

Questa pièce mette in scena un’idea più volte affacciatasi nella storia della critica: quella di una possibile influenza reciproca tra lo scienziato e il pittore sulla base di un analogo raggiungimento della quarta dimensione in fisica e in pittura. Un’idea affascinante ma che sembra priva di consistenza storico-teorica.

Per chi si vuole divertire, ecco qui:

Sotto, una rappresentazione teatrale integrale.

Buona visione!

Zeusi e le donne di Crotone

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Nel tempo in cui erano nel loro massimo splendore e per tale motivo erano annoverati tra i popoli più felici e più ricchi d’Italia, gli abitanti di Crotone vollero arricchire di artistici dipinti il tempio di Giunone, che onoravano con un culto particolare. Ingaggiato pertanto l’eracleota Zeusi, in quel tempo ritenuto il più grande di tutti i pittori, si servirono della sua opera. […] Zeusi dunque, perché la muta immagine della dea contenesse la bellezza femminile ideale, dichiarò di voler riprodurre la figura di Elena. I Crotoniati, per aver sentito dire ch’egli superava tutti gli altri nella rappresentazione del corpo femminile, lo ascoltarono volentieri […]. Zeusi lì per lì chiese di quali mai belle fanciulle disponessero […]. «Ponete a mia disposizione» disse Zeusi «le più belle, perché io possa dipingervi quanto vi ho promesso, trasferendo nella muta immagine della dea la bellezza perfetta, desumendola da esemplari viventi». Quindi allora con regolare pubblica deliberazione riunirono in un sol luogo le fanciulle e lasciarono che Zeusi scegliesse quella che voleva. Egli ne scelse cinque. Molti poeti ne tramandarono i nomi, per aver esse superato l’esame sotto chi doveva possedere un criterio estetico perfetto, per giudicare della bellezza completa. Zeusi infatti non ritenne di poter trovare in un sol corpo tutti gli elementi di cui aveva bisogno, per rappresentare la bellezza ideale, in quanto la natura, quasi temendo che non le rimanga di che possa dotare le altre creature, se a una sola desse tutto, non porta nulla a completa perfezione, donando a chi un pregio e a chi un altro, non senza aggiungervi qualche difetto.

— Cicerone, De inventione, II, I, 1-3 [tr. it. a cura di A. Pacitti, L’invenzione retorica (Tutte le opere di Cicerone, vol. 14), Mondadori, Milano 1967, pp. 158-160].

— Eleuterio Pagnano, Zeusi e le fanciulle di Crotone (1889, GAM, Milano).

Humpty Dumpty

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— John Tenniel, da L. Carroll, Attraverso lo specchio (1871).

«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty in tono alquanto sprezzante «questa significa esattamente quello che decido io… né più né meno.» «Bisogna vedere» disse Alice «se lei può dare tanti significati diversi alle parole.» «Bisogna vedere» disse Humpty Dumpty, «chi è che comanda… è tutto qua.»

— Lewis Carroll, Attraverso lo specchio, tr. it. di M. D’Amico, in Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie – Attraverso lo specchio, Oscar Mondadori, Milano 1978, 2010, pp. 135-283: 203.

La Pittura

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Non ho vita, né spirto, e vivo e spiro;
Non ho moto, e ad ogn’atto, ognor mi muovo;
Affetto alcun non provo,
E pur rido, mi dolgo, amo, e m’adiro.
Meraviglia de l’arte?
La mia facondia tace,
Nacqui muta, non parlo, e son loquace:
Son finta, son mendace,
E pur dimostro il vero in ogni parte;
Son ombra e per costume
Tempro i rai su le tele, e formo il lume.

[Giovanni Pietro Bellori, Le vite de’ pittori, scultori e architetti moderni (1672)]