Liceo “Marconi” – A.S. 2009/10 – Il rasoio di Occam

Novembre 23, 2009

Nelle pagine de L’eleganza del riccio su Guglielmo di Occam e il problema degli universali, abbiamo letto, tra l’altro:

Per Guglielmo, le cose sono singolari e la realtà degli universali è erronea. Esistono unicamente realtà individuali, l’universalità è propria solo della mente, e supporre l’esistenza di realtà generiche significa solo complicare ciò che è semplice. [M. Barbery, L'eleganza del riccio, tr. it., Edizioni e/o, Roma 2007, pp. 243-44.]

Troviamo qui un cenno a quel principio metodologico noto come principio di economia o, appunto, come rasoio di Occam. Abbiamo riportato alla lavagna le principali formulazioni:

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem.

Frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora.

In proposito, interessanti le considerazioni della voce William of Ockham della Stanford Encyclopedia of Philosophy, redatta da Paul Vincent Spade:

Ockham’s “nominalism” [...] is often viewed as derived from a common source: an underlying concern for ontological parsimony. This is summed up in the famous slogan known as “Ockham’s Razor,” often expressed as “Don’t multiply entities beyond necessity.”  Although the sentiment is certainly Ockham’s, that particular formulation is nowhere to be found in his texts. Moreover, as usually stated, it is a sentiment that virtually all philosophers, medieval or otherwise, would accept; no one wants a needlessly bloated ontology. The question, of course, is which entities are needed and which are not.

Tre cose sono da notare in queste righe:

  1. l’espressione Entia non sunt multiplicanda… non si trova nei testi di Occam. Si ritrova invece l’altra, Frustra fit per plura… (Summae logicae, I, 12: l’opera è consultabile e scaricabile qui, dal sito Documenta Catholica Omnia);
  2. la frase, comunque, rispecchia il pensiero di Guglielmo, anzi, è condivisibile da tutti i filosofi, non solo medievali;
  3. come qualcuna ha notato in classe, il problema è: quali sono gli enti necessari e quali no? Una prima risposta è stata: gli universali, se intesi come realtà, non sono necessari.

Sul tema, infine, non ci siamo fatti mancare una gustosa vignetta (di Chris Madden).


Liceo “Marconi” – A.S. 2009/10 – Marcia Radetzky

Novembre 23, 2009

Tutti la conoscono: chi l’ha imparata a danza, chi l’ha sentita in TV (non solo a Zelig), chi l’ha sentita suonare dalla banda, e chi non è capodanno senza di essa.

Il Radetzkymarsch (Marsch in tedesco è maschile) è il brano più noto di Johann Strauss padre. È stato composto nel 1848 per celebrare il ritorno del maresciallo Josef Radetzky e delle truppe austriache a Vienna dopo la vittoria di Custoza contro l’esercito del Regno di Sardegna (23-25 luglio) e il conseguente armistizio di Salasco (9 agosto).

La versione ascoltata (e qui linkata) proviene dal Concerto di Capodanno del 1987. Come è noto, il tradizionale appuntamento del primo gennaio con i Wiener Philarmoniker si conclude sempre con questa celebre marcia. In quell’occasione era stato diretto (per l’unica volta nella sua storia) da uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre, l’austriaco Herbert von Karajan (1908-1989). A lui è oggi dedicato il piazzale a destra del Teatro dell’Opera di Vienna (Wiener Staatsoper).


Liceo “Marconi” – A.S. 2009/10 – Universali in Sicilia, Sardegna e tra i ricci eleganti

Novembre 23, 2009

Prendiamo queste due affermazioni e suscitiamo una disputatio in piena regola:

A Palermo non esistono macellerie, esistono carnezzerie.

A Palermo le macellerie si chiamano carnezzerie.

Se ci pensiamo, anche in Sardegna non esiste il macellaio, ma su carnazzeri: sono due concetti diversi, sono due mestieri diversi. Oppure, in Sardegna il macellaio si chiama carnazzeri: sono due nomi per indicare lo stesso mestiere.

Quale ci ha convinto di più? La prima o la seconda?

È un modo come un altro per introdurre il problema degli universali, che tanto dibattito ha suscitato tra i filosofi del Medioevo.

Per saperne di più, siamo partiti dalla lettura di alcune pagine di un romanzo di successo, L’eleganza del riccio, di una scrittrice francese che proviene dall’insegnamento della filosofia, Muriel Barbery. A pp. 243-44 si parla della tesi di master di Colombe, la sorella di una delle due protagoniste, la giovane Paloma. Una tesi su Guglielmo di Occam. L’altra protagonista, la portinaia Renée, a cui capita in mano la tesi, commenta:

A priori la cosa è molto appassionante: Esistono gli universali oppure esistono solo le cose singolari? mi sembra che sia la domanda a cui Guglielmo ha dedicato gran parte della sua vita. Ritengo che sia un interrogativo affascinante. [M. Barbery, L'eleganza del riccio, tr. it., Edizioni e/o, Roma 2007, p. 243.]

Realisti o nominalisti? Universalia ante rem, in re, post rem? E noi da che parte ci siamo schierati? Ma soprattutto, dove andiamo a comprare la carne?


Liceo “Marconi” – A.S. 2009/10 – Conoscere come si conosce (secondo Kant)

Novembre 20, 2009

Il nostro lavoro sulla gnoseologia kantiana non è stato portato a termine (ubi maior…), il totem kantiano si è sentito un po’ solo (è comparsa spesso Virginia), ma i lavori sono comunque dignitosi.

Ricordiamo i partecipanti (in rigoroso ordine alfabetico):

  • gruppo “La famiglia” (da pronunciarsi con accento siciliano);
  • gruppo “Sighidignau“;
  • gruppo “Lo stato siamo tutti!“.

La scheda dei gruppi è visibile qui.

Non essendo stati conclusi i lavori, segnaliamo che, al momento dell’interruzione, si trovava in vantaggio il gruppo “Sighidignau”, seguito a ruota dal gruppo “Lo stato siamo tutti!”. Buon’ultima “La famiglia”, ma con possibilità di recupero.

Il premio per il gruppo con il nome più fantasioso è stato assegnato a…

 


Liceo “Marconi” – A.S. 2009/10 – Aristotele: la retorica

Novembre 16, 2009

Con Aristotele abbiamo imparato tante cose e ci siamo anche divertiti. Prima di congedarci da lui e di ringraziarlo di tutto, dobbiamo soffermarci brevemente sull’”arte dei discorsi persuasivi”, cioè sulla retorica.

Cliccando qui è possibile ritrovare i passi della Retorica letti insieme e lo schema distribuito in classe.

Mille grazie ad Aristotele e arrivederci: sappiamo già che continueremo a incontrarlo!